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LAVENO MOMBELLO –15-09.2018 - Una quindicina di persone hanno finito la straordinaria serata sul Sasso del Ferro, dove sono stati spettatori dello stupendo spettacolo pirotecnico in quota, bloccate sui cestelli biposto dell’impianto di risalita per oltre mezzora a causa di un black out elettrico avvenuto nella cabina Enel a monte dell’impianto. Non è stata certamente una bella esperienza per loro, sospesi nel vuoto in piena notte e cosi alcuni piuttosto preoccupati hanno immediatamente chiamato il 112. In vetta era presente per scopo precauzionale la Protezione civile di Laveno Mombello, che non appena è stata informata di quanto stava accadendo, con una squadra è scesa a piedi sotto l’impianto raggiungendo alcune delle persone bloccate sui cestelli e alla luce delle torce elettriche hanno cercato di tranquillizzarle, mentre alla stazione a monte una seconda squadra ha prima di tutto sconsigliato a molti di scendere a piedi nella notte, lungo la mulattiera, sia per l’abbigliamento che per le calzature inadatte al percorso. Senza tralasciare che per alcuni, il fatto della scarsa conoscenza del tracciato montano di notte ne aumenta le difficoltà. Poi si è cercato di rassicurare le persone in partenza

e qui in particolare giustificata era l’apprensione di una madre e di un padre, che denunciavano la presenza sui cestelli bloccati della nonna di 65 anni e del nipotino di 10 anni, che sebbene mantenuti collegati con il telefonino cellulare erano piuttosto spaventati. Per questo alla stazione a valle è stata fatta intervenire immediatamente un’ambulanza ma per la donna fortunatamente, una volta giunta a valle, dopo le professionali cure prestate dal personale della Cri di Gavirate, causa la pressione alta della donna, non è stato necessario alcun ricovero. Il personale della Cri ha fornito inoltre assistenza ad altre due persone spaventate, ma senza necessità di ricovero, solo a titolo precauzionale. Informato di quanto stava accadendo lo stesso sindaco di Laveno Mombello Ercole Ielmini, mentre sul posto giungevano anche i vigili del fuoco e i carabinieri, ed erano pronti ad intervenire anche gli uomini del soccorso alpino che periodicamente effettuano delle esercitazioni di soccorso sulle funi e sui cestelli dell’impianto, anche in ore notturne, ma il loro intervento non è stato necessario in quanto il personale a monte dell’impianto riusciva a mettere in azione i motori diesel, che, quale forza motrice di riserva, permetteva cosi alle persone rimaste bloccate a poche centinaia di metri dalla stazione a monte di raggiungere la stazione a valle attorno all’una e 30. Nel frattempo a monte giungevano tempestivamente anche i tecnici dell’Enel che ripristinavano la linea elettrica, pare fosse saltata una valvola dell’alta tensione. Fatto scendere tutto il pubblico con l’ausilio del motore diesel, a monte restavano sia una delle due squadre della Protezione civile di Laveno insieme al personale della struttura di ristorazione, del bar e dell’albergo, mentre il personale tecnico che ha operato nel migliore dei modi e nel rispetto delle normative e del piano di sicurezza, approntava alcune verifiche per poi far ripartire normalmente con i motori elettrici l’impianto. Solo alle 5 del mattino, tutti hanno cosi potuto raggiungere la stazione di valle, concludendo cosi questo inconveniente, fortunatamente senza nessun ferito ma solo con qualche comprensibile spavento e con le scuse dei responsabili dell’impianto lavenese.