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LAVENO MOMBELLO –28.07.2018 - Fine settimana impegnativo per i Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Varese e per la Protezione Civile di Laveno Mombello quello appena trascorso, a causa di una perdita idrica in una zona boschiva di Casere, che segnalata da tempo, ha provocato sabato lo svuotamento del bacino idrico comunale, facendo così registrare, prima un inquinamento legato ai sedimenti del bacino stesso, per poi lasciare a “secco” una ventina di residenti della frazione Casere e mettendo a rischio anche l’approvvigionamento di una intensa attività di ristorazione quale quello della Gigliola che tuttavia ha una propria e capiente riserva idrica. Disagi per la popolazione, ma anche per i numerosi gitanti che nella giornata di domenica si recavano verso Vararo e il Passo di Cuvignone, visto che per far transitare l’autocisterna dei VVF, giunta da Cremona è stata bloccata per quattro volte e per circa 10 minuti la strada provinciale. Sabato alcuni residenti hanno segnalato alla polizia locale e al sindaco Ercole Ielmini che l’acqua dai rubinetti usciva scarsamente e con presenza di terra. Dato che non erano presenti i tecnici comunali e che l’addetto all’acquedotto era in ferie,

il sindaco inviava sul posto la protezione civile, anche perché la nuova azienda esterna appaltante la manutenzione del servizio idrico comunale prendeva servizio solo a partire da lunedì 30 luglio. La protezione civile sul posto scopriva che una consistente perdita idrica era legata alla rottura di una tubazione all’interno di una zona boschiva che aveva cosi svuotato il bacino idrico principale con fuoriuscita della sedimentazione del bacino stesso. Immediatamente si posizionavano gli avvisi di non utilizzare l’acqua non essendo più questa da ritenersi potabile. Nel frattempo con il sindaco si provvedeva ad allertare attraverso la Prefettura i Vigili del Fuoco dl Comando Provinciale per ottenere un approvvigionamento idrico al bacino comunale. Da Cremona durante la notte fra sabato e domenica, veniva inviata a Varese un’autocisterna e cosi nella mattinata di domenica la protezione civile allestiva una linea idrica di circa 300 metri nella zona boschiva, con l’ausilio anche di idrovore per permettere il “pompaggio” dell’acqua dalla strada per Cuvignone verso il bacino idrico comunale. Per “vincere” il dislivello in salita, fra la strada e il bacino è stato necessario l’uso dell’autobotte in dotazione alla Protezione civile comunale di Laveno, che pescando dalla cisterna dei vigili del fuoco ha pompato l’acqua nel bacino idrico da circa 200 metri cubi. Ieri pomeriggio, con il sindaco di Laveno Mombello Ercole Ielmini e la polizia locale si è poi fatto il punto della situazione e dopo un controllo da parte dell’Ats è stata emessa un’ordinanza che vieta provvisoriamente e per motivi precauzionali l’acqua a scopo alimentare domestico. Ma il fatto di poter comunque utilizzare l’acqua per i servizi igienici e la pulizia personale, in un periodo estivo come quello attuale è stata accolto positivamente. Questa mattina, come ha informato lo stesso sindaco, i tecnici della ditta che si sono appena aggiudicati l’appalto per la manutenzione dell’acquedotto comunale, interverranno per riparare il guasto idrico e per colorare l’acqua del bacino dopo che è stato provvidenzialmente riempito dai VVF e Protezione civile. Poi dopo i controlli dell’Ats se questi saranno positivi, l’acqua potrà tornare ad essere potabile. Non facile si è rilevato il lavoro della Protezione civile e dei vigili del fuoco, causa le strette strade montane percorse con i grossi automezzi in un fine settimana che ha vista una forte presenza di gitanti. L’acqua è stata prelevata dai bacini comunali di Cittiglio, dopo che lo stesso sindaco Fabrizio Anzani ne aveva dato il consenso vista l’emergenza.